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Written by Administrator   
Tuesday, 25 March 2014 18:14

Rulli, spin-trainer, spin-bike ... A certe latitudini  nei periodi invernali diventa ineluttabile per l'appassionato tipo concentrare gran parte della propria attività su appropriati surrogati, una offerta ricca che va  dai tradizionali rulli all'imponente spin-trainer,  dall'agile spin-bike  alla sofisticata rotopressa,  inquietante e moderno strumento d'espiazione (in Drop,   pur proliferando metodi a dir poco stravaganti come il vogatore del sempiterno Maggioni, stranamente non ancora praticata).

 

Il surrogato si diceva, alimentatore di sogni e speranze convergenti  su un unico obiettivo:  compiere il salto di qualità;  cioè provare a vincere di stagione in stagione quanto meno l'estenuante infinita sfida  con se stessi (su Le ossessioni del ciclista consultare la sezione Maggioni news - Filo diretto col campione).

 

In casa DROP  è Elio Berti detto REB (Re Elio Berti, il Re dello spin-trainer)  il leader indiscusso della disciplina indoor, classe '66, sintesi di passione e volontà,  muscolarmente un superdotato. 

 

A cominciare dal parco macchine, uno sterminato set di biciclette, al quale si sommano, secondo un recente censimento, uno spin-trainer (di un secondo si è dolorosamente disfato da poco)  e due cicloergometri evoluti Daum ergo bike, gioielli scientemente distribuiti il primo a Genova sua città natale, l'altro nel salernitano, luogo di origine del parentado acquisito e di vacanza.  Con l'evidente  scopo di soffocare sul nascere ogni  eventuale crisi di  astinenza.

 

Una eccellenza quella del nostro campione  riconosciuta  e apprezzata da tutto l' ambiente amatoriale,  tale da sfidare, in tutt'altro ambito ovviamente, la fama dello stesso Maggioni, l'eroe della Paris-Brest-Paris, lungo il sacro crinale del mito. Maggioni col quale tra l'altro condivide oltre alla cordialità di un rapporto pluriennale, la passione per la terra di Francia e le sue genti.

 

E son proprio le cronache e la quotidianità ad alimentare il mito, tanto più solido quanto più si estende  la casistica degli altrui fallimenti, la lista di chi non ce l'ha fatta. Storie di contagio,  seduzione o emulazione che  esauriscono presto la propria spinta propulsiva, travolte  dalla  inumana fatica! 

 

Statisticamente  i sintomi del disamore verso l'idealizzato trampolino insorgerebbero  già nelle prime settimane. Disagio e frustrazione profonda per l'atleta, sorte  infausta per l'attrezzo meccanico, alla quale  solo l'entusiamo di un nuovo aspirante fachiro potrà sottrarlo.

 

Emblematico e familiare il caso di Emilio Martinelli,  Presidente gentiluomo e fondatore nel  2004 della ASD DROP!  Precursore della disciplina,  protagonista negli anni novanta  di un campionato italiano con discreti risultati,  Emilio Martinelli vive oggi il dramma di una fase acuta di rigetto, dall'epilogo tuttora incerto (si vocifera addirittura di una possibile cessione. Dello spin-trainer s'intende ..)! Certo con estrema dignità,  al punto da rivendicare  le innumerevoli ore investite nell'allenamento indoor, tra le cui pieghe forse si cela il segreto di due Prestigi.

 

Pedalare ostinatamente tra le mura di una  stanza, una cantina  un garage, o al colmo della perversione  tra la doccia e il water,  il ronzio della meccanica lo sfondo al  fluire lento dei pensieri.  Movimento ciclico,   surreale immobilità,  tempo rallentato. Estenuante sforzo,  il fiume che alimenta la pozza di sudore sul pavimento. Quanta determinazione, energie fisiche e mentali servono! Quale smisurata forza d'animo!

 

Elio aggrappandosi alle sue motivazioni  affronta con schiettezza le intrinseche  contraddizioni connaturate al gesto, cavalcando proditoriamente quando possibile senza preferenze uno qualunque dei destrieri della ricca scuderia. Una esplosione di watt, dove ogni  sosta si inquadra nell'economia di un rigoroso protocollo: bisogno fisiologico, restart del timer a fondoscala (è noto che lo spin-trainer dopo 1h 30m  si spegne), cambio della tenuta madida di sudore,   rifornimento volante che può anche assumere la forma di uno  spaghetto consumato nel pieno dell' azione se il  programma prevede un lungo.

 

Lo testimoniano i numeri, le migliaia di chilometri percorsi anno dopo anno negli ultimi sedici anni a partire dal 1998, numeri a loro modo evocativi, dai quali traspare un universo di  sudore,  fatica,   passione.

 

In attesa di aggiornare le statistiche proponiamo l'introduzione all'opera,  il capitolo delle origini, gli anni della formazione di questo nostro poeta a pedali: la summa  relativa alle stagioni 1998-2009. Inutile sottolineare che il trend per le successive è esponenzialmente crescente, sia in termini di chilometraggi che di medie orarie, sempre ritoccate al rialzo! Un capitolo tutto da espolorare, senza trascurare naturalmente l'intensa attività su strada anch'essa da approfondire e dai risvolti altrettanto interessanti.

 

 

Last Updated on Monday, 06 March 2017 16:32