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Super BRA PDF Print E-mail
Written by Reb [Elio Berti]   
Monday, 06 August 2007 11:44

Super BRA  2003 di E. Berti

 

Dopo la Rimini-Viareggio di 300km di giugno, a completamento della stagione era nata l’idea di prendere il brevetto Super BRA, ovvero Super Brevet des Randonneurs des Alpes che, con partenza e arrivo da Grenoble, su 300km, prevedeva le scalate di Grand Cucheron, Glandon, Croix de Fer, Telegraphe, Galibier e Lautaret (in discesa).Le previsioni del giorno prima non erano buone, ma nonostante la preoccupazione per la pioggia, soprattutto per le discese, mi sono deciso a partire.L’avvio della Randonnee era previsto alle 2 e 30 di domenica mattina con la prima parte del percorso da affrontare al buio e con la necessità di montare i fanali sulla bici.

All’una del mattino mi sono alzato ed ho iniziato a prepararmi. Sono quindi uscito con la bici dall’albergo e avviato al Palasport di Grenoble dove era prevista la partenza. Al via eravamo circa 200, tutti abbastanza silenziosi.Scattata la partenza, il ritmo e’ stato subito sostenuto. Ho cercato di “infilarmi” in un gruppone per farmi guidare nella notte per strade che non conoscevo. Era tutto abbastanza surreale per il fiume rosso di lucine nel buio e per il silenzio totale.

La prima parte di 50 km in falso piano e’ andata bene ed e’ passata velocemente. Ho pochi ricordi anche perche’ con la mente ero concentrato sulle grandi salite e sulla distanza da affrontare. Iniziato il Grand Cucheron (1100 m), mi sono posizionato sul mio passo diesel senza grandi strappi all’andatura. La salita era comunque da non sottovalutare, soprattutto per risparmiare la gamba. Arrivato in cima al passo c’era il primo timbro da apporre sul foglio dei controlli ed il primo rifornimento. Era ancora buio, ma non faceva freddo. Avevo piu’ di 26 di media/oraria e una sessantina di km percorsi.Sempre al buio e con i freni tirati ho affrontato la discesa. L’asfalto non era nelle migliori condizioni (in rapporto alla media francese, ma rispetto a quella italiana direi ottimo) ed ero un po’ timoroso. Nel fondo valle mi sono inserito in un gruppetto per arrivare fino alla base del Glandon, forse la salita che piu’ temevo perche’ conosciuta solo in discesa e perche’ in tale frangente mi aveva fatto venire i crampi alle mani per quanto avevo tirato i freni quando l’avevo affrontata nel ‘93. Lunga 21 km era quindi interminabile, e prevedeva almeno 2 ore di scalata. Piano piano e sempre a passo diesel ho iniziato ad affrontarla, dandomi traguardi intermedi in termini di quota e di km. Il sole nel frattempo avanzava in una giornata che per il momento era spettacolarmente serena. La salita e’ stata molto dura, soprattutto per gli ultimi 3 km con pendenze sul 10% se non di piu’. Ho inserito il minimo rapporto (39*26) e alla fine anche il secondo passo era andato. Ma la strada era ancora lunga. La Croix de Fer a quel punto era poca cosa, ma sapevo di dover affrontare in discesa due strappi in risalita che avrebbero sicuramente rotto le scatole e poi mancava il tratto da St. Jean a St. Maurice controvento ed in falso piano, prima di iniziare il Telegraphe e il Galibier. Il caldo cominciava a farsi sentire e, arrivato all’attacco del Telegraphe iniziavo ad essere un po’ stanco nelle gambe e ad avere sonno. Il colle del Telegraphe non e’ stato uno scherzo dopo tanti km e l’ho affrontato con in mente il Galibier che conoscevo gia’ molto bene, soprattutto per i tornanti a scala dopo Plan Lachat. Arrivato a Valloire, comunque ero sempre piu’ assonnato e mi sono fermato al rifornimento addormentandomi venti minuti su un prato. Il caldo cresceva (era il 2003) e le gambe erano sempre piu’ dure.

Mi sono diviso mentalmente la salita in tre tronconi (Plan Lachat, fine tornanti a scala e vetta finale), ma e’ stata veramente dura. Le gambe non giravano e sentivo dolori da tutte le parti. Alla fine, pero’, sono arrivato in cima, ma quanta fatica. La media era scesa a 19. Il tempo era sempre buono in barba alle previsioni e in quel momento era l’unica consolazione, infatti, anche se in teoria restava quasi tutta discesa (100 km ancora) iniziavo ad avere qualche dubbio sulla riuscita. In discesa avevo un tale male alle braccia che a fatica riuscivo a guidare. Dopo un po’ di soste per bere acqua ed evitare i colpi di sonno, sono riuscito ad arrivare alla base dell’ultima salita di Uriage. Poca cosa (200 m di dislivello), ma dopo tanti km sembrava insormontabile. Fatta anche quella ormai ero sul traguardo che sono finalmente riuscito a tagliare alle 18 e 40 con Rosanna che mi e’ venuta incontro. Ero sfinito, non riuscivo a parlare ne’ a bere ne’ a mangiare. Mi ci e’ voluta mezz’ora per sorridere. Alle 19 l’altoparlante annunciava che solo 60 del Super BRA avevano tagliato il traguardo. Fatta la doccia e ritirato il tanto atteso diploma del brevetto e le foto, con al volante Rosanna sono tornato a casa. La soddisfazione e’ stata immensa per il percorso, per il dislivello, per i km e per l’atmosfera di questa manifestazione.


 

Last Updated on Wednesday, 25 June 2014 14:39